Eccomi già di nuovo qui ad inserire il secondo romanzo, questa volta si tratta di una raccolta di poesie.

Rinnovo l'invito a non spaventarvi se vedete qualche cambiamento improvviso nella struttura del sito, è ancora tutto molto in costruzione :\

 

Titolo: Non ti meriti niente

Autore: Mithraglia

Genere: Raccolta di peosie - introspettivo

Caratteristiche: 148 pagine - disponibile in cartaceo e digitale

Trama:Non ti meriti niente” è una raccolta di poesie e racconti raccontanti con grande spirito illustrativo. Le storie che vengono narrate sono nude, crude, intense, alcune struggenti e veritiere, altre nascondono una malcelata e beffarda ironia. Un vero e proprio labirinto emotivo che racchiude le nostre emozioni in un vortice di dolore. Il lettore scruta e spera in un lieto fine per poter compensare quella sensazione di insoddisfazione insita a una forma di effimero appagamento. Ma in fondo è consapevole che ogni fine non è mai lieta. Come quando viaggia in auto, per 10 minuti, alla ricerca di un posto in cui potersi riconoscere. O come quando a una festa, di punto in bianco, non ha il rimorso di abbandonare un contesto vuoto, spento, finito. L’autore esalta la solitudine in maniera spropositata, quasi inverosimile, venerandola come la parte più bella di sé. Una solitudine emotiva, nascosta, che nessuno conosce. Ma che tutti provano. Nonostante ciò, sembrano ancora molto lontani i tempi di un’alleanza collettiva nella quale il prossimo aiuta il prossimo. E’ un’utopia. Una tremenda utopia. Tutti vogliono fottere tutti. E non esiste una medicina. Forse non esisterà mai una cura. Ma la voglia di cambiare, di emergere, a discapito anche di una maggiore umanizzazione, prevale. L’amore viene visto quasi come un ostacolo e la voglia di amare diventa una pretesa da cui fuggire. Come i rapporti che, visti da una prospettiva diversa, ti offrono meno possibilità di «rimanere inculato». L’aspetto sul quale bisognerebbe focalizzarsi con maggiore enfasi è la sfrenata ricerca della fretta. L’autore prende la vita con calma, forse troppa. Ma fondamentale è proprio quella calma apparente, quel quieto vivere ingombrante, che squarcia la nostra anima e ci rende più viscidi. Più aspidi. E quindi più soli. Nessuno merita niente. Nemmeno la comprensione che, forse, ci renderebbe tutti un po’ più vivi.

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