Titolo: Vorrei la sesta elementare

Autore: Aurora Vannucci

Genere: romanzo di formazione

Caratteristiche: cartaceo - 122 pp.

Trama: Storia di Fabio, Eric e di tutti i loro compagni di classe durante l'anno della quinta elementare. Una storia di ragazzi "qualunque" e per questo molto speciali, perché ognuno di noi può essere un Fabio o un Eric. Scritta per i bambini, dalla penna di una fantastica bambina.

 

 

Recensione della Tana:

 

Essere bambini è qualcosa di bellissimo: si è spensierati, si ama giocare con la fantasia e ogni sogno che ci solletica la mente è a portata di mano. I bambini hanno mani piccole, ma non per questo non riescono ad afferrare ciò che vogliono e che desiderano davvero tanto. Ecco perché oggi sono veramente onorata di parlare di Vorrei la sesta elementare un romanzo di Auroa Vannucci.

Credo che Aurora, anzi ripensandoci è proprio così, sia l’autrice con i minori anni che abbia mai preso in considerazione. E non me ne pento di certo. Le sue mani hanno davvero afferrato un grande sogno e lei ha saputo camminare fianco a fianco di questo. Ovviamente vorrei qui ringraziare chi crede nei sogni dei più piccoli e li accompagna verso il loro raggiungimento, come credo abbiano fatto tante figure che la stanno accompagnando in questo viaggio pieno di piume d’inchiostro.

Ma ora concentriamoci sul parlare della storia di Eric, Fabio e gli altri ragazzini della quinta elementare di cui questa piccola autrice ha deciso di parlare, anzi di narrarci. L’escamotage usato per portarci dentro la loro storia è stato quello di farci arrivare il racconto del nonno di Fabio. Un punto esterno ma molto vicino a quello del nipote: molto spesso i nonni sono quelli che sanno di più, semplicemente perché al di fuori del tram tram di tutti i giorni, loro sanno osservare e comprendere. Da questa comprensione di sguardi, ascolti e racconti, nasce la vicenda di Fabio.

La vicenda non è altro che l’insieme dei problemi, della paure, del non sapere cosa decidere cosa sia sbagliato e cosa sia giusto, che tutti noi abbiamo già provato tante e tante volte nella vita. Ma quando si è dei pargoli, nello specifico dei ragazzini di quinta elementare, ogni cosa appare coì buia e lontana di quello che è in realtà. Fa parte del crescere e non avevo mai letto di un qualcosa di così perfettamente veritiero, credo che il fatto stia proprio nell’età dell’autrice. Mentre scriveva lei viveva ogni giorno le situazioni di cui narrava, in prima persona o in terza, da spettatrice, ma comunque sia erano, anzi sono, cose che lei poteva toccare con mano. E questo ha donato veridicità e realismo alla sua storia.

Fabio dovrà combattere con un amico andato via, un altro arrivato dal nulla, dei bulli e le paure del cambiamento da elementari a media. Il tutto condito dall’arrivo di un fratellino e una sorellina con l’aggiunta delle Junior Olimpiadi da portare a termine, anzi da vincere ;). Io ho fatto il tifo per loro fin dall’inizio della competizione e, nonostante non vi svelerò se Fabio porterà a casa la vittoria o meno, posso però aggiungere che queste attività sportive, l’emozione, i disguidi, tutto mi è piaciuto molto.

 

Scorrendo, anzi divorando il romanzo, vi renderete conto che ci sono momenti in cui avrete delle domande che rimarranno senza risposta o rimarrete con la voglia di avere qualche altra descrizione, vero, e se a un’autrice con più esperienza avrei fatto qualche commento negativo, per Aurora proprio non ne ho. Anzi, se dovesse mai capitare in questa recensione, vorrei dirle che sono orgogliosa di lei per la strada che ha scelto, per il sogno che ha intrapreso e per la cura e la bravura che sta già mettendo nelle sue creazioni. Perciò, grazie e continua così :*

 

E ricordatevi, mai e poi mai mandare indietro i propri sogni senza provare a realizzarli e Fabio, dico proprio a te protagonista di questo romanzo, tranquillo che crescere, se si fa con i giusti mezzi, non è poi così male ;).

 

 

 

 

 

 

 

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