Titolo: Orso B. e l'equilibrio delle terre

Autore: Gabriele Carpinteri

Genere: fantasy

Caratteristiche: cartaceo - ebbok - 226 pp.

Trama: Orso Balordo, dopo essersi svegliato dal letargo, si accorge di uno strano luccichio proveniente dalla parte più tetra della grotta in cui ha trascorso l'inverno. Spinto dalla curiosità, decide di avventurarsi al di là di una vecchia porta che lo guiderà in un luogo oscuro. Grazie all'aiuto dei suoi nuovi amici, che incontrerà durante il viaggio, l'orso sarà spinto a risolvere una serie di problematiche causate da una regina meschina intenta a dichiarare guerra agli Dei, i quali si dice abbiano mandato una maledizione. Insieme ad un vecchio genio e un giovane aspirante mago, Balordo cercherà di riportare la pace in quelle terre, certi che questo mistero sia opera di un Dio. Grazie all'aiuto delle Parche, i protagonisti sveleranno il terribile segreto che si cela dietro, incitando l'orso a continuare il viaggio alla ricerca di alcuni cristalli. Essi sembrano essere la causa degli assurdi fenomeni atmosferici. Altri due uomini cercano i cristalli, ma le loro intenzioni hanno un secondo fine: usarli nella guerra che la regina ha ancora intenzione di dichiarare. Il protagonista si ritroverà in una corsa contro il tempo mentre un'energia negativa continuerà a diffondersi su tutte le terre.

 

 

Recensione della Tana:

 

Causa impegni quotidiani le recensioni sono pubblicate meno spesso rispetto ai primi mesi di apertura di questo portale. Spero siate felici però di vedere che ogni tanto un nuovo articolo viene creato apposta per voi e per l’autore che ha creduto in un suo sogno. Non è bellissimo credere nei sogni? Io dico di sì. Credere nei sogni, rincorrerli, imbarcarsi in grandi avventure, conoscere nuove persone, amare, cambiare se stessi in un modo migliore, non smettere mai di sperare… ecco questi sono i capisaldi che ho trovato alla base della lettura di Orso B. e l’equilibrio delle terre.

Tenendo conto di questi pensieri e di altri che vedrete nel corso dell’articolo, sono convinta che definire favola moderna questo romanzo è la cosa più giusta da fare. Ma per altri elementi, di cui vi parlerò sempre più sotto, in questo sito la copertina potrete trovarla nella sezione fantasy della divisione generi.

Entriamo subito nel vivo della recensione.

Lo stile dell’autore è molto scorrevole e non ci sono grandi momenti di pausa tra un capitolo e l’altro, anche perché gli avvenimenti che il lettore incontra sono talmente tanti che, fin da subito, si ha il desiderio di terminare la lettura per sapere quale sia la verità che sta dietro ogni singola mossa dei personaggi. Se dovessi mettere qui un pregio dell’autore, dovrei assolutamente soffermarmi sul suo riuscire a far accadere in circa 220 pagine veramente di tutto. Delle volte dovevo soffermarmi un secondo per comprendere se ciò che leggessi fosse la realtà o un altro escamotage per farci arrivare andare avanti nella storia.

Una pecca, almeno secondo il mio parere, è la presenza di poche descrizioni. Infatti sappiamo che Balordo è un orso, Tea una gatta, BiancoBlu un genio, che a un certo punto nella narrazione questi vedono un tramonto bellissimo, ma io mi sono chiesta: era uno di quei tramonti rossastri, aranciati, multicolore? Dire che è bellissimo non fa sì che io mi immagini nella mia mente ciò che l’autore ha visualizzato nella sua. Dico questo non con pignoleria, ma perché mi sarebbe piaciuto visualizzare più cose proprio come lettrice riguardanti la storia di Gabriele Carpinteri.

Poi, ovviamente, come dico sempre: per qualsiasi cosa ci sono i commenti qui sotto. Magari qualcuno di voi del web lo ha letto e non ha notato questa carenza e può scrivermelo tranquillamente J.

Altra cosa che mi sono segnata, e che dico qui perché potrebbe essere qualcosa che non tutti amano, è che gli animali sono umanizzati in extremis. Quindi, anche se a me in fin dei conti non ha data fastidio e ho concluso la lettura - anzi credo che per una storia del genere l’autore non potesse fare altrimenti - mi rendo conto che ad altri lettori questa cosa possa non piacere. Perciò ho pensato di scriverlo qui, come una specie di avvertenza.

 

Sulla trama del romanzo, invece, mi soffermerò ora sugli elementi che hanno pesato sulla decisione di mettere la copertina tra quelle fantasy. Tra questi, ovviamente, ci sono gli animali umanizzati – nel modo di camminare, di parlare, di aprire le porte o di combattere -; il parlare di divinità, da Zeus a Poseidone; regine e re in lotta tra loro e cristalli che possono risolvere o far precipitare nel caos l’intera situazione. Grazie a tutti questi elementi, e ad altri che troverete leggendo, ecco il perché della sezione fantasy aggiudicata per questo romanzo.

 

Non posso omettere che ho trovato a volte della punteggiatura errata, come a esempio alcuni incisi e dei discorsi diretti uniti tra loro senza virgole o punti e virgole a dividerli. Forse sono puntualizzazioni che solo i più pignoli vedono, ma avendoli notati, ecco qui il mio parere. Credo che l’autore abbia avuto una bellissima idea, scrivere favole moderne non è facile – come scrivere qualsiasi altra cosa – ma in lui ho visto il potenziale di uno scrittore che ha tante belle idee e vuole condividerle con il mondo-lettore. L’unica cosa che mi sento di dire è di puntare di più sulla forma di ciò che si sta scrivendo: far sì che le cose arrivino al lettore e che giungano proprio come l’autore ha in mente è fondamentale in una storia.

Mi sento di concludere, ora, consigliando il romanzo a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto, una speranza da non perdere per strada e a chi ha piacere di rivivere alcuni elementi già conosciuti (Le Parche, gli Dei, la magia…) mischiati ad altri completamente nuovi. Perché la fantasia, quella vera, non avrà mai fine…

 

 

 

 

 

 

 

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