La polvere non è solo polvere, è una specie di velo che copre tutto ciò che su sui si deposita. Lo vediamo ogni giorno nelle nostre case, ma se quello di cui parlo fosse una polvere più consistente? Come quella di un deserto?

Chase Bowman, il protagonista di questo nuovo romanzo della Tana, sa di cosa sto parlando. La polvere si posa anche sull'essere di una persona e solo viaggiando, togliendola di dosso, si riesce a vedere cosa si nasconde sotto.

'Una stella nella polvere' si presenta come un romanzo fantasy, western, fantascientifico, una scoperta di chi si è e di ciò che si quando non si è gli unici a scegliere per se stessi. Come si sono formati e come si formano gli uomini-animali? Sono pericolosi?Basterà una spolverata per disintegrarli come polvere?

 

Trama: Cal Mood ci trascina in un mondo post apocalittico. Un mondo fatto di megalopoli in rovina, di città stato dove il west torna a essere protagonista. Un west moderno e "magico". Un stella nella polvere è un fantasy diverso e innovativo. Un mondo che sta cadendo a pezzi, nel quale le leggi stesse del tempo e dello spazio iniziano a venire meno, al centro del quale si innalza una torre bianca che le leggende vogliono in grado di attirarti a lei, se soltanto la vedi, se soltanto lei decide di chiamarti, e di esaudire il tuo desiderio più grande al prezzo della tua stessa anima. In questo mondo morente che nonostante tutto si aggrappa alla vita, uno sceriffo è alla ricerca di una banda di fuorilegge come nel più classico degli spaghetti Western; ha speso decenni per assicurarli tutti quanti alla giustizia, e sul finire della caccia la Legge è diventata un fatto personale. L'ultimo bandito manca ancora all'appello e lo sceriffo lo sta andando a prendere per terminare finalmente il suo lavoro...

 

Recensione della Tana:

 

Una stella nella polvere, romanzo di Cal Mood, è presentato come di genere fantasy, fantascientifico e horror. Perdendomi nella sua lettura, credo che per le sfumature che vi ho colto, aggiungerei anche l’aggettivo western. Questo perché in alcune scene come le sparatorie, il passaggio nel deserto, la sete, la stella dello sceriffo, le descrizioni delle città… molti particolari mi hanno riportato alla mente il genere western, senza nulla togliere ai generi che già gli sono stati affibbiati.
Posso pensare con serenità a questo aggettivo aggiunto, grazie alle descrizioni che Cal Mood fa degli scenari ma anche del personaggio stesso. Già dal primo capitolo si nota la capacità elevata di descrizione: è come se il deserto e Chase Bowman – il protagonista – si muovessero davanti agli occhi del lettore. Tu leggi ma quello che vedi non sono le parole ma i movimenti letti.

Andando avanti si vedrà come questa capacità non sarà una prerogativa del protagonista, ma che tutti i personaggi incontrati avranno quel qualcosa per cui poi si ricorderanno. Naturalmente per ognuno di noi il primo che si ricorderà sarà diverso dagli altri, non siamo tutti uguali. A mio avviso i più importanti sono Rhonda, nonostante il suo arrivare dopo la seconda metà del libro, e il vecchio a cui Chase inizia il suo racconto. Importanti perché fungono da fulcro, da partenza, per il come, quando, perché e il poi… dell’intera storia.

 

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