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Titolo: Hurrican and Sun

Autore: Ilenia Leonardini

Genere: Thriller, noir, suspence

Editore: Irda Edizioni successivamente Lulu.com nel 2013

Caratteristiche: 254 pagine, cartaceo e digitale

Trama: Hagen e Andreas sono i pilastri portanti di una trama fitta di intrighi; dove il dolore e l’azione si bilanciano in un susseguirsi di eventi unici. Un noir nuovo, dagli aspetti gotici new dark. Dove non c’è posto per le domande ma solo per l’azione. Azione fatta di coraggio e di paura. Azione che è rivalsa per qualcosa che è stato strappato troppo presto dalla vita di due bambini che volevano solo vivere una vita qualunque, fatta di gioie e non di continue paure che trascineranno con sé per lungo tempo.
Questo è l’opera di Ilenia Leonardini, un’autrice che non si risparmia nella scrittura ma che abbandona tutta la sua passione sul foglio come una magia che fiorisce ad ogni rigo con una forza linguistica esplosiva ma anche con un messaggio forte e chiaro: l’amore! L’unica cosa che può, veramente, essere la chiave per aprire anche i lucchetti più difficili!

 

 

 

Recensione della Tana:

Ilenia mi ha raccontato di aver pubblicato con la Irda Edizioni e di essersi trovata davvero bene con loro. Questo suo trovarsi bene con la realtà editoriale che ha scelto di renderla edita è davvero bello e importante.
L’unica cosa che qui ho da dire è che forse, almeno per me, c’è stato un ‘piccolo intoppo’ con l’editing dell’opera… non posso per ora parlare dell’intera saga, ma come dice il titolo sopra qui mi riferisco nel particolare al romanzo ‘Hurricanes & Sun’, il primo libro della saga dei gemelli Andreas e Hagen.
Quando parlo di ‘piccolo intoppo’ intendo alcune sviste che dovevano essere eliminate proprio nel passaggio del romanzo attraverso un editing attento. Come è mio solito fare riporto qui alcune delle cose che mi fanno esprimere un giudizio così duro, proprio per dare poi spazio nei commenti a chiunque volesse parlarne, rispondermi, confutare le mie tesi, dibattere…

Una delle prime cose che si nota, anche solo sfogliando il libro, è un uso errato e approssimativo della punteggiatura. Spesso viene dimenticato il punto al termine della frase e i tre puntini di sospensione vengono lasciati a fluttuare solitari in mezzo alla riga: Pag. 40 “Hagen … è il mio nome.”
Non ricordo personalmente dove ho letto la regola grammaticale per cui i punto dovrebbero essere sempre tre e attaccati alla parola che precede ma staccati dalla successiva. Tutt’oggi io metto in pratica questa regola per chi volesse approfondire lascio questi link (http://www.concorsi-letterari.it/consiglio-scrittura.asp?id=23).
A pagina venticinque (25) ho scorto un uso errato del punto e virgola, nella frase settima a partire dall’alto: ‘Lascia il messaggio sul tavolo; apre l’uscio di casa; afferra lo zaino…’ lo spazio di tempo che intercorre tra le varie azioni è minima, si può ben dire che sono una dietro l’altra e che formano una serie di azioni svolte del protagonista in sequenza. Il punto e virgola esprime un distacco troppo grande, in questo caso sarebbe stato utile usare semplicemente la virgola.
Ho anche notato che Ilenia, giustamente, usa le virgolette (queste -> “”) per indicare quelle parole che non devono essere prese con il loro significato più profondo. Ad esempio a pagina cinquantuno (51) le usa per sottolineare che i genitori di cui sta parlando non sono quelli naturali ma adottivi.
Il problema sta, in questo caso, nell’usare la stessa punteggiatura, quindi lo stesso tipo di virgolette, per indicare anche i discorsi diretti. Non è assolutamente errore, come dicevo poc’anzi, usare le virgolette per indicare parole o per il discorso diretto, ma si deve scegliere per quale delle due opzioni utilizzarle, e scegliere un altro modo per indicare l’altro. Usare la stessa punteggiatura confonde il lettore.
Un’altra cosa che ho notato è l’avverbio di luogo ‘lì’ scritto senza accento, questo purtroppo è proprio un errore di grammatica.
Diciamo che queste sviste mi hanno bloccato nel leggere facendomi anche perdere il filo, proprio perché ero distratta da questo uso scorretto della grammatica.

Inoltre, ci sono dei termini usati in modo non propriamente corretto, come la parola serial killer riferito all’aggressore di Klotilde. Se si va a vedere il significato del termine, l’assassino seriale è chi uccide più di una volta, e dunque Hagen (o Andreas nello scambio d’identità) non può essere considerato serial killer, in realtà poi si vedrà che non è nemmeno killer.

Ora passerò a parlare della <em><strong>trama</strong> </em>e di tutti quegli elementi che ne fanno parte come ambientazioni, personaggi, salti temporali, varie descrizioni… e lo farò cercando di seguire l’ordine proposto da Ilenia nel romanzo.

All’inizio troviamo la descrizione dell’incidente stradale, quello in cui i genitori di Andreas e Hagen perdono tragicamente la vita. Ilenia sviluppa questo atto davvero tragico per i gemelli in poche righe e anche se ammiro lo scrivere in corsivo per sottolinearne il pov diverso, credo che sarebbe stato più opportuno descrivere al meglio ciò che stava accadendo. Non solo parlarne, ma narrarlo.
Difatti non sono riuscita a immaginarmi l’incidente, nemmeno la strada o Peter e Madlaine… il narrare una scena da cui poi parte tutto, il far sentire le urla, il fuoco, le gomme che stridono, è davvero essenziale.
Da qui in poi ci sono una serie di avvenimenti che accadono davvero troppo in fretta. Mi sono infatti chiesta: “L’assistente sociale era lì pronta per prendere i bambini, senza che nessuno la chiamasse?” E’ arrivata davvero troppo presto e mi sono persa, nella mia immaginazione, tutto il passaggio di chiamate/informazioni che viene scritto in modo approssimativo e inconsistente. Vengono lasciate davvero molte cose al caso, forse al lettore, ma io non saprei da che parte iniziare per riempire i vuoti.
Da qui iniziano a passare degli anni per i ragazzi, ed essendo poi la vera storia, diciamo il clou della trama più avanti quando sono in grado di badare a se stessi, è normale che Ilenia abbia fatto scorrere il tempo così in fretta. Ma anche qui ho una cosa da dire: quando Heinry li trova, dopo aver chiuso il negozio, quando sono ancora dei ragazzini e li prende con sé portandoseli a casa, quello non è rapimento? Inoltre, ho pensato, ma che fortuna (per non usare altro xD) che li trovi proprio lo zio e non che so… il benzinaio di quartiere.
A parte questo, passano gli anni e nel momento in cui si inizia a scoprire la verità (non starò qui a dirla altrimenti spoilero troppo per chi deve ancora leggere il libro) Hagen decide di andarsene e, trovato l’indirizzo della prima tutrice, la sopracitata Klotilde, decide di andare e fargliela pagare per non essersi presa cura di loro come avrebbe dovuto.
Qui c’è stato un grande colpo di scena: vi giuro che credevo che la zia fosse morta dopo tutto quello che Hagen le fa (a voi l’immaginazione), dalla descrizione del libro sembrava impossibile che potesse sopravvivere e invece la ritroveremo più avanti, quindi ho pensato, dev’essere una ottantacinquenne (pag. 133) con ossa, organi, insomma tutto di puro acciaio, è davvero da invidiare.
Ritornando a Hagen, si viene a sapere a un certo punto, mentre sono insieme allo zio Heinry, che soffre di una grave malattia e che se non prende la sua medicina rischia anche la morte, questo fatto viene detto all’improvviso nel romanzo, mi chiedo: ha con sé il malanno davvero da quando è piccolo? Possibile che prima l’autrice non abbia sentito la necessità di avvertire il lettore di questa presunta gravissima malattia? Che malattia è esattamente? Si ha solo una grossolana descrizione dei sintomi (tremore, febbre, ecc.), ma niente più.
Fortunatamente Hagen ha sempre avuto Andreas che si è preso cura di lui e grazie all’autrice sappiamo che i due vengono descritti come urban boy e dark boy, ecco qui invece di usare semplicemente l’aggettivo sarebbe stato utile, dopo la prima descrizione fatta più o meno all’inizio delle loro vicende, che i tratti particolari fisici dell’uno e dell’altro venissero ricordati al lettore di tanto in tanto.
Dire urban e dark boy può indicare una fascia di ragazzi che più o meno si sa come si vestono, ma in realtà, almeno secondo me, ne esistono davvero tanti aspetti e non è rispettoso nei loro confronti generalizzare. Essendo Hagen e Andreas i protagonisti li avrei caratterizzati ancora di più, proprio per far sì che il lettore anche senza essere certo che in quella stanza ci fosse uno dei due, con un solo aggettivo potesse capire chi effettivamente era.
Quando, ad esempio, si pensa a Harry Potter e si parla di una ragazzino con i capelli rossi, con una fame da lupo e diciamo non proprio bravo a scuola, tutti più o meno sanno di chi si sta parlando.
Ecco, sarebbe bello che questo risultato si potesse raggiungere in ogni romanzo letto (e, ad essere sinceri, anche scritto perché so bene quanto possa essere difficile creare una buona caratterizzazione).

Andando avanti nella storia c’è uno scambio tra i due gemelli e faccio i complimenti a Ilenia perché mi è piaciuto il modo in cui lo ha gestito. C’è un perché se i poliziotti pensano che Andreas sia Hagen. Il ragazzo a questo punto dovrà affrontare tutta una serie di difficoltà davvero emozionanti. Anche se si è andati un po’ troppo oltre e questo perché il mio ragionamento mi ha portato a una conclusione: varie volte si dice che Hagen si sia messo nei guai con la legge (e anche qui che ha fatto esattamente?), di conseguenza è logico pensare che la polizia abbia schedato i suoi dati, quindi anche le impronte digitali. Ogni individuo, anche se gemello, ha delle impronte digitali diverse dall’altro e questo perché (per essere certa mi sono fatta una ricerca usufruendo anche di wikipedia) le impronte non sono solo un aspetto fisico che dipende soltanto dei geni, ma tengono conto nel loro formarsi anche da altri fattori come l’ambiente dell’utero materno, il liquido amniotico e altre varianti… quindi va bene che i poliziotti nel vedere Andreas pensino a Hagen, soprattutto per ciò che porta con sé, ma poi al comando, dove se ti sbattono in galera raccolgono per forza le tue generalità e dunque le impronte digitali, si sarebbe dovuto svelare l’arcano.
Ora, altro aspetto, sarebbe stato se il direttore… per quello che io, Ilenia e chi ha letto il libro sa… nel suo odio verso i gemelli avesse trovato il modo di tenerlo dietro le sbarre Andreas con qualsiasi altro motivo, magari accusandolo di complicità…
Ho fatto delle ricerche anche sulla telepatia tra gemelli, non sono arrivata a una vera e propria conclusione anche perché ci sono davvero un sacco di teorie che sarebbero da conoscere a fondo e studiare e non era davvero il caso. Anche perché non ho ben capito se il momento telepatico è legato a una sostanza che viene somministrata a Hagen e Andreas più o meno nello stesso momento e che quindi crea allucinazioni o se sia accaduto davvero. Sono confusa al riguardo.

Ma ora, per un attimo mi fermo con il parlare dei gemelli, perché naturalmente Ilenia ha dato vita ad altri personaggi ed è giusto parlarne. Alcune volte Ilenia mi ha chiesto quale personaggio mi sia piaciuto di più e io ho sempre risposto: Emma, una ragazza ospite nel manicomio in cui, in un certo momento nella storia, si trova anche Hagen. Voglio qui spiegare il perché: credo che la storia di Emma sia stata abbastanza caratterizzata, essendo in fin dei conti un personaggio secondario non era necessario dire ogni cosa di lei, ma solo ciò che la legava ai due protagonisti, dapprima Hagen e poi tutta la squadra. Quando agisce lei ha un suo perché e i suoi stati d’animo, come quando per l’ennesima volta viene portata alla clinica, non sono solo descritti ma narrati.

Un altro personaggio che mi è stato simpatico quasi da subito è Sabine, anche lei ha una storia particolare alle spalle. Diciamo che Emma e Sabine saranno davvero importanti per i due gemelli.
Qui mi sono chiesta come delle storie d’amore potessero iniziare e finire così in fretta. Non dico come sono iniziate e nemmeno come sono finite o il lettore che ancora deve leggere mi accuserà di aver spoilerato una cosa davvero importante. Le due ragazze, infatti, avranno un’influenza decisiva nelle scelte prese poi dai fratelli.
Diciamo che nella trama, quando i due gemelli sono separati si ha un alternarsi di parti che parlano di uno e altre che descrivono ciò che fa l’altro, ed è stato quasi ipnotico il vedere come entrambi avessero conosciuto le due ragazze quasi contemporaneamente. Mi è venuto in mente uno specchio con il suo riflesso, non so se far nascere questa specularità fosse o no un’intenzione di Ilenia, ma io mi sono accorta della sua presenza e l’ho molto apprezzata.
Continuando a parlare dei personaggi, qui voglio raccontarvi di Alex, il compagno di cella di Andreas. Ilenia è stata brava a fargli cambiare il suo atteggiamento nei confronti del gemello pian piano e non all’improvviso, come se non fosse accaduto niente nel mentre.

Sono rimasta a bocca aperta quando ho scoperto di chi era padre, anche perché non me lo figuravo così grande da essere padre di una ragazza con più o meno la stessa di Andreas, figuriamoci che lo pensavo davvero poco più grande del gemello stesso.
Qui mi sarebbero stati utili alcuni elementi sul suo aspetto fisico, che so alcuni capelli bianchi qua e là o delle rughe o che so il parlare della schiena non più forte come vent’anni prima…

Sono brava eh a non dire di chi è padre ;)

Altri personaggi li lascio alla scoperta di chi ancora deve leggere!

In definitiva, di ‘Hurricanes &amp; Sun’ di Ilenia Leonardini, ho da dire che sicuramente dietro allo sviluppo della trama c’è davvero una grande idea, ma che a volte questa è stata portata avanti troppo velocemente senza lasciare il tempo al lettore di immedesimarsi o di capire che cosa stesse accadendo.

Le piccole imprecisioni ci rendono umani, ma quando sono così tante da bloccare lo scorrere della lettura, sarebbe bene riguardare il testo per eliminare tali refusi e permettere al lettore di entrare e non uscire più da quella storia. A volte non è importante riempirla di personaggi, averne anche pochi ma ben caratterizzati è già una buona cosa!

E’ vero che Ilenia ha sempre detto che la sua è una trilogia e dunque che per sapere ogni parte della sua trama si deve portare a termine la lettura. Parlando con lei di alcuni vuoti trovati nella trama, mi ha risposto che sono dei colpi di scena, momenti di suspense messi apposta per far sì che si andasse avanti con la trilogia. Questo non lo metto certo in dubbio, ma ci sono delle cose che non si possono proprio lasciare al caso e che è sempre bene approfondire anche con ricerche personali e con una o due pagine in più per capitolo.

‘Hurrianes &amp; Sun’ è il romanzo di formazione dei gemelli Andreas e Hagen… per chi è interessato allo scoprire il loro passato, i loro demoni, il perché di molte cose che gli sono accadute… questa è la lettura giusta.

 

- Hanna

 

 

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